Gruppi di Lettura
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Picnic letterario
IN PRESENZA IN GIRO PER LA CITTÀ
Sabato 9 maggio
ore 11:00
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L’uomo ha da sempre indossato qualcosa in testa, in ogni angolo del pianeta. Le ragioni sono varie quanto i copricapi stessi: rappresentanza, protezione, ornamento, mimetizzazione, religione o cerimonie… Ogni paese ha il suo copricapo speciale… scopriamoli insieme!
le donne della letteratura
IN PRESENZA
mercoledì 13 maggio
ore 19.00
Le scrittrici sono il focus di questo gruppo di lettura, non ha importanza se hanno scritto centro anni fa o qualche anno fa.
Ogni mese le libraie sceglieranno una scrittrice da farvi conoscere per guardare insieme il cielo stellato della letteratura contemporanea
Poesia viva
IN PRESENZA
giovedì 14 maggio
ore 19.00
in collaborazione con Salvatore Spampinato
Hispanica
IN PRESENZA
mercoledì 20 maggio
ore 19:00
In una nuova traduzione di Francesca Lazzarato, le opere di una delle più grandi e innovative autrici del Novecento: la cilena María Luisa Bombal.
Due romanzi brevi (L’ultima nebbia e Avvolta nel sudario) e una manciata di racconti scritti a cavallo fra gli anni Trenta e Quaranta compongono l’opera narrativa di María Luisa Bombal: un’opera non vasta, eppure perfetta, e a suo modo rivoluzionaria. Questo volume la raccoglie per intero, e riporta alla luce una delle voci più originali e dirompenti del Novecento latinoamericano. Coniugando in modo impeccabile realismo e soprannaturale, Bombal esplora il mondo interiore della donna, le relazioni, il desiderio e il piacere femminile nel contesto della società tradizionalista e patriarcale del tempo. Le sue sono storie modernissime, d’amore e disamore, d’illusioni e poche certezze, che intrecciano splendidamente il mondo razionale con quello naturale: una donna rinasce trascorrendo una misteriosa notte d’amore con uno sconosciuto; Brígida è ingabbiata in un matrimonio infelice, e trova rifugio nella comunione con la natura; Yolanda non invecchia, sembra apparire e scomparire come le isole al largo della costa; Ana María rivede la propria vita da morta, con l’ironia e la saggezza di chi non ha più nulla da perdere; la bellezza di María Griselda è così folgorante da renderle la vita impossibile. Quello di Bombal è un universo onirico e magico, dai tratti quasi gotici, nel quale realtà e sogno si mescolano e si confondono in una scrittura ipnotica e avvolgente, che ci prende per mano fin dalla prima riga.
fare femminismo
IN PRESENZA
giovedì 21 maggio
ore 19:00
Gruppo di lettura in presenza il cui focus sono le pratiche femministe e le basi teoriche e letterarie che ci hanno portato ad interrogarci sul presente
«Le scrittrici non ci sono state», «non erano abbastanza brave», «non si studiano perché non c’è tempo»: le stesse giustificazioni ritornano ovunque, come fossero verità indiscutibili. Studiare Vittoria Colonna o Gaspara Stampa senza aver letto Pietro Bembo e Petrarca sarebbe impensabile. Il contrario, invece, si fa tranquillamente. Muovendosi tra filologia, storia della scuola e studi femministi e postcoloniali, Johnny L. Bertolio mostra come il canone della letteratura italiana sia il risultato di scelte culturali, politiche e di genere: un impianto costruito nell’Ottocento – maschile, patriottico e coloniale –, consolidato poi nei manuali e nelle pratiche didattiche. Il ritornello «l’ha scritto lei, ma...», ispirato a Joanna Russ, diventa così la formula che riassume la continua svalutazione delle scritture delle donne. Senza proporre demolizioni indiscriminate, Bertolio recupera nomi rimossi e opere cancellate, decostruendomiti e pseudo-argomenti alla base dell’esclusione. Un libro per capire cosa non ci è stato dato da leggere – e perché. Prefazione di Maura Gancitano.
narrativa
IN PRESENZA
sabato 23 maggio
ore 17:30
Gruppo di lettura in presenza il cui focus è la narrativa italiana e straniera
Libro incluso nella dozzina finalista del Premio Strega 2026
In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
leggere il mondo
IN PRESENZA
giovedì 28 maggio
ore 19:00
Gruppo di lettura in presenza il cui focus è la letteratura straniera
Con una scrittura intensa e coraggiosa, Florence Knapp ci trascina in una vicenda insieme intima e universale: il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, la felicità della condivisione, la forza dei legami.
Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all'anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi. In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un'intera esistenza. Questo romanzo ci spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro.
Oh my book!
IN PRESENZA
domenica 31 maggio
ore 17:00
Partenze è un’opera di fantasia, ma questo non significa che non sia vera; è un libro giocoso, arguto e irriverente, ma questo non significa che non stringa il cuore a ogni pagina. «Possiamo e dovremmo fidarci degli scrittori quando ci raccontano meravigliose bugie sui loro romanzi». Julian Barnes lo scrive a proposito di Marcel Proust. O forse no.
“Partenze” è la storia di due amori, quello fra il giovane Stephen e la giovane Jean e quello fra il vecchio Stephen e la vecchia Jean. È la storia dell’anziano jack russell Jimmy, deliziosamente ignaro della propria caninità. Ed è la storia di uno scrittore di nome Julian, alle prese con gli scherzi della memoria, le fallacie del corpo, e quella speciale partenza a cui non segue alcun arrivo. I AM: Io Sono, naturalmente. Ma anche l’acronimo di Involuntary Autobiographical Memory, quella memoria autobiografica involontaria che, a partire da uno stimolo sensoriale (per intendersi, il sapore della madeleine intinta nel tè, nel caso di Proust), rievoca un preciso evento del passato. Illuminante corrispondenza o mero gioco linguistico? Se è vero che «la memoria coincide con l’identità e viceversa», sembrerebbe valere la prima ipotesi. D’altra parte, un ricordo non mediato dalla volontà, e dunque dalle molte narrazioni e autonarrazioni che se ne fanno, è davvero tale? E, in definitiva, vale la pena di essere ricordato? Prendiamo il caso di Stephen e Jean – alto, allampanato, gentile studente di filosofia lui, attraente, caustica, benestante studentessa di letteratura russa lei. Julian li conosce all’Università di Oxford negli anni Sessanta, quell’epoca di libertà sessuale tanto decantata ma raramente sperimentata, e, un po’ terzo incomodo un po’ mezzano, li fa incontrare e innamorare. Poi la vita fa il suo corso e quarant’anni dopo Julian non resiste alla tentazione di rifarsi Cupido, «scrivendo» un nuovo capitolo della loro unione. Nel raccontare le loro storie d’amore, la prima come la seconda, lo scrittore-demiurgo fa affidamento sulla memoria e gli appunti personali. È lecito domandarsi quale grado di verità tali supporti garantiscano alla narrazione. Anche quando deve fare i conti con la propria caducità, quando una diagnosi infausta stravolge le categorie grammaticali trasformando i suoi tempi verbali da futuro in passato, è il Julian scrittore a prendere il sopravvento. «È stato tutto molto interessante» è il suo commento, a proposito di bagni di realtà brutali, pratiche mediche invasive, e dell’invidiabile condizione del cane di Jean e Stephen, Jimmy, a differenza di lui ignaro della propria mortalità (nonché del fatto stesso di essere cane).
oltre i confini
ONLINE
lunedì 25 maggio
ore 21:00
ogni due mesi su google meet
do it better
Letture per vivere meglio
ONLINE
mercoledì 27 maggio
ore 21:00
Incontro su google meet